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16-31 March 2014 Cyber Attacks Timeline

And here we are with the second part of the Cyber Attacks Timeline (first part here).

The prize for the most noticeable breach of the month goes in Korea, where a 31-year-old man has been arrested for infiltrating the account of 25 million users of Never, a local Internet Portal (actually it happened several months ago but was unveiled in this month). Other noticeable events include the trail of attacks against several Universities (Maryland, Auburn, Purdue, Wisconsin-Parkside), the compromising of personal information of 550,000 employees and users of Spec’s, the leak of 158,000 forum users of Boxee.tv and 95,000 users of Cerberus and, finally, a breach targeting the California Department of Motor Vehicles. Last but not least, even the infamous Operation Windigo has deserved a mention in the timeline.

Moving to Hacktivism, chronicles report of a couple of hijackings performed, as usual, by the Syrian Electronic Army, a couple of operations carried on by the Russian Cyber Command and a (probably fake) attack by someone in disguise of Anonymous Ukraine, claiming to to have leaked 7 million Russian Credit Cards. Probably a recycle of old leaks.

As usual, if you want to have an idea of how fragile our data are inside the cyberspace, have a look at the timelines of the main Cyber Attacks in 2011, 2012 and now 2013 (regularly updated). You may also want to have a look at the Cyber Attack Statistics, and follow @paulsparrows on Twitter for the latest updates.

Also, feel free to submit remarkable incidents that in your opinion deserve to be included in the timelines (and charts).

16-31 Mar 2014 Cyber Attacks Timelines Read more…

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Tragedie Reali e Sciacalli Virtuali (Aggiornamento)

Gli sconvolgimenti naturali a cui è ciclicamente sottoposto il genere umano generano tra gli uomini reazioni contrastanti: da un lato esempi di solidarietà che in condizioni normali sarebbero impensabili, dall’altro episodi di turpe sciacallaggio da parte di chi vede nella disgrazia un modo per arricchirsi.

Analogamente al mondo reale, il mondo virtuale di Internet non sfugge a questa dura legge e il recente terremoto di 8.9 gradi in Giappone si è rivelato una occasione propizia per gli immancabili sciacalli informatici che, sulla scia dei drammatici eventi orientali,  hanno prontamente inondato il Web con un mare di truffe informatiche di vario genere.

Se da un lato Google, in questo caso espressione virtuale del buono che c’è nel genere umano, ha immediatamente attivato il suo servizio Person Finder per aiutare a trovare parenti, amici o conoscenti dispersi nella tragedia; dall’altro lato, e questo è il lato oscuro, nel sottobosco di internet sono immediatamente spuntati, come funghi velenosi, siti web, false pagine di Facebook o altre immancabili occasioni di frode aventi come denominatore comune l’utilizzo della tragedia nipponica per scopi malevoli.

Trend Micro per prima (ironia della sorte proprio un produttore giapponese), seguita a poca distanza da Symantec, ha evidenziato l’utilizzo di tecniche Black Hat SEO per avvelenare artificiosamente i risultati dei motori di ricerca (Search Engine Optimization Poisoning) e inserire ai primi posti siti truffaldini incoraggianti il download di un trojan sotto le mentite spoglie di un falso antivirus. Spinto dalla fame insaziabile di informazioni, il navigatore viene sospinto dal vento ingannatore della ricerca avvelenata verso un sito malevolo dove scarica malware (in questo caso un falso antivirus). L’ incremento di simili tecniche malevole nel 2011 era stato ampiamente previsto da Sophos, e l’occasione corrente si è dimostrata troppo propizia per spregiudicati truffatori in cerca di allocchi a cui rifilare bidoni informatici (purtroppo dannosi).

McAfee ha invece rilevato un triste primato della truffa: a sole due ore di distanza dal sisma nipponico erano già comparsi i primi siti promotori di false raccolte di fondi. Tecnologie nuove, metodi vecchi si dirà: le raccolte dei fondi fasulle sono sempre state uno dei metodi prediletti dagli sciacalli in circostanze analoghe, ed è veramente disarmante assistere a come le vecchie abitudini si adattino alle nuove tecnologie incoraggiate dalla facilità e velocità con cui chiunque, oggigiorno, può ottenere un dominio e di conseguenza mettere in piedi in quattro e quattr’otto un sito.

Sophos oggi ha invece rilevato l’occorrenza di una truffa di tipo Likejacking utilizzata senza vergogna da un sito francese (ibuzz.fr). Stuzzicando la morbosa curiosità degli utenti verso le tragedie, con la promessa di visualizzazione di un video da non perdere relativo allo Tsunami che ha investito le coste del Sol Levante; il sito francese ha pubblicato un video in cui ha celato codice nascosto contenente il classico bottoncino like di Facebook (uno dei tanti a cui il Social Network azzurro ci ha ormai abituato). Cliccando sul video l’utente poteva involontariamente fare pubblicità al sito d’origine del video modificando inconsapevolmente il proprio stato su Facebook con il non voluto apprezzamento nei confronti del sopra citato sito senza pudore. Niente di grave naturalmente, ma l’idea di speculare su una tragedia così immane è veramente nauseante.

Segnalo infine questo link, del produttore ESET, dove è possibile trovare una vasta letteratura in fatto di truffe derivanti dalle tragedie: dallo Tsunami del 2004 al terremoto giapponese di questi giorni passando il sisma di Haiti, delle Filippine, etc. Purtroppo il panorama è veramente desolante.

Cosa fare per non cadere nelle trappole? Come al solito (che noia, ma i problemi sono sempre gli stessi) un comportamento attento e responsabile: dubitare degli inviti a visionare o condividere nei social network video sconvolgenti, non attingere a notizie provenienti da fonti poco attendibili, dubitare delle raccolte di fondi provenienti da siti improvvisati…

Aggiornamento: Symantec segnala questa mattina false Catene di Sant’Antonio di Solidarietà. Ovviamente il consiglio rimane sempre lo stesso: meglio tenersene alla larga…

Report McAfee Q4 2010: Il Malware è Mobile Qual Piuma Al Vento!

February 9, 2011 3 comments

I Laboratori McAfee hanno appena pubblicato il report relativo alle minacce informatiche del quarto trimestre 2010 (McAfee Q4 Threat Report). Oramai sembra un immancabile e monotono refrain ma, tanto per cambiare, nel corso dell’ultimo scorcio del 2010 i malware per i dispositivi mobili l’hanno immancabilmente fatta da padroni.

I dati sono impressionanti: le infezioni dei dispositivi mobili nel corso del 2010 sono cresciute del 46% rispetto all’anno precedente. Nell’anno passato sono stati scoperti 20 milioni di nuovi esemplari di software malevolo, corrispondenti a circa 55.000 nuovi vettori di infezione al giorno. In effetti nel 2010 gli sviluppatori malevoli si sono dati molto da fare se si considera che i Laboratori McAfee hanno identificato in totale 55 milioni di tipologie di malware, da cui su evince che il malware sviluppato nel 2010 corrisponda al 36% del totale.

Una cosa è certa: i cybercriminali si stanno concentrando su dispositivi popolari che garantiscono il  massimo risultato con il minimo sforzo, con una tendenza destinata ad accenturarsi nel 2011 verso un fenomeno che si potrebbe riassumere benissimo con il termine ipocalypse.

I risultati del report si possono così sintetizzare:

Dispositivi mobili sempre più in pericolo per le botnet

Non è una novità, e la mia prima previsione in proposito risale a dicembre 2010 quando, commentando le previsioni di sicurezza Symantec per il 2011, mi ero sbilanciato asserendo che nel corso del 2011 avremmo probabilmente assistito alla nascita di botnet di terminali compromessi. Da lì a breve è stato un climax ascendente che ha portato dapprima alla rilevazione del trojan Geinimi al termine del 2010, ed in seguito alla creazione di un malware botnet-like in laboratorio.

Il report di McAfee conferma questo trend (scusate il gioco di parole), assegna a Geinimi il titolo di una delle minacce più importanti dell’ultimo trimestre 2010, e sancisce perentoriamente che i Cybercriminali utilizzeranno sempre di più, nel corso del 2011, tecniche di botnet per infettare i dispositivi mobili.

I motivi sono presto detti: maggiore popolarità (e portabilità) dei dispositivi mobili come strumenti di lavoro implicano maggiore contenuto sensibile immagazzinato senza le stesse misure di sicurezza e la stessa sensibilità dell’utente (non a caso Geinimi, come anche altre minacce mobili) sono false applicazioni scaricata da market paralleli. D’altronde una botnet di dispositivi mobili ha una duplice valenza malevola: da un lato consente di rubare dati e informazioni sensibili (dalla rubrica alla posizione) dall’altro potrebbe essere utilizzata con intenti malevoli con maggiori capacità di mimetismo all’interno della rete di un operatore mobile (come confermato indirettamente anche dal report di Arbor Networks.

Ad ogni modo nel Q4 2010, Cutwail ha perso lo scettro di botnet più attiva, ad appannaggio della rete di macchine compromesse appartenenti alla rete Rustock, seguita a ruota da Bobax

Almeno una buona notizia, lo Spam è un Periodo di Transizione

Sebbene i mezzi favoriti dai Cybercriminali in questo trimestre siano stati il malware di tipo AutoRun (Generic!atr), i trojan di tipo banking o downloader (PWS or Generic.dx), o anche gli exploit  web-based (StartPage and Exploit-MS04-028), perlomeno si è registrato un leggero abbassamento dei livelli di spam, che sebbene rappresenti ancora l’80% di tutti i messaggi di posta elettronica, si è comunque attestato ai livelli del 1 trimestre 2007. Questo periodo di transizione è verosimilmente dovuto al letargo di alcune botnet (ad esempio Rustock, Letic e Xarvester) e alla chiusura di altre (ad esempio Bredolab o in parte Zeus). In questo trimestre, al vertice delle reti di macchine compromesse si sono posizionate Bobax e Grum.

Se aumentano gli apparati aumentano le minacce web

In base ai dati dell’ultimo trimestre 2010, in cui  i domini malevoli sono cresciuti velocemente grazie alle minacce più attive del calibro di Zeus, Cornficker e Koobface; McAfee rivela che le i vettori di infezione basati sul web continueranno a crescere in dimensioni e complessità , di pari passo con il crescere degli apparati eterogenei che accedono alla rete.

Ovviamente non poteva mancare il phishing e il malvertising e SEO Poisoning in virtù del quale McAfee Labs rivela che all’interno dei primi 100 risultati delle principali ricerche quotidiane, il 51% conduce l’ignaro navigatore verso siti poco sicuri che contengono più di cinque link malevoli. Non è un caso che il produttore rosso preveda che gli attacchi facenti uso di tecniche di manipolazione dei risultati dei motori di ricerca cresceranno notevolmente nel 2011, focalizzandosi soprattutto (tanto per cambiare) ai dispositivi di nuova generazione.

Le vulnerabilità Adobe come mezzo di distribuzione del malware

Nel corso del 2010 le vulnerabilità dei prodotti Adobe (Flash e PDF), inseparabili compagni di navigazione, sono stati il mezzo principale di distribuzione del malware preferito dai Cybercriminali. C’e’ da aspettarsi una inversione di tendenza per il 2011? Nemmeno per idea, almeno secondo McAfee che prevede, per quest’anno, una prosecuzione del trend, anche a causa del supporto per le varie tecnologie Adobe, da parte dei dispositivi mobili e dei sistemi operativi non Microsoft.

Hacktivissimi!

Anche l’hactivism vedrà la sua azione proseguire nel 2011 dopo i botti di fine anno compiuti dal gruppo Anonymous, (e anche il Governo Italiano ne sa qualcosa in questi giorni. Anzi, secondo il produttore dichiara che il confine tra hactivism e cyberwarfare diventerà sempre più confuso.

Previsioni di Sicurezza 2011: Il turno di Sophos

January 23, 2011 3 comments

Confrontando le previsioni per il 2011 da parte dei principali produttori di sicurezza per l’Endpoint (Symantec, Mcafee, Trend Micro e Kaspersky) avevo evidenziato l’indisponibilità di analoghe predizioni da parte di Sophos, produttore di sicurezza inglese focalizzato su endpoint e protezione perimetrale considerato uno dei leader tecnologici e punto di riferimento assieme alle tecnologie già citate (per la cronaca Symantec, McAfee, Trend Micro e Sophos occupano ormai da alcuni anni posizioni di leadership nel Quadrante Magico di Gartner mentre Kaspersky, tra gli outsider, è la tecnologia che ha registrato la crescita maggiore).

Finalmente il gruppo è completo dal momento che sono da poco state rilasciate le previsioni di Sophos, previsioni che vale la pena analizzare per aggiungere un ulteriore punto di vista alla poco ambita hit parade delle minacce informatiche che turberanno il sonno dei professioni di sicurezza e degli utento nel corso del 2011.

In realtà l’analisi di Sophos prende spunto da quelle che sono state le principali minacce nel 2010 proiettandone l’impatto in ottica 2011, e per questa impostazione si discosta leggermente dalle previsioni degli altri produttori; nonostante le differenze di impostazione è comunque possibile estrapolare quelle che avranno l’impatto maggiore nel corso dell’anno da poco entrato, secondo le indicazioni del produttore di Sua Maestà.

Il 2010 si è chiuso con un impatto elevato da parte di:

  • Falso Software Antivirus, di cui si sono registrate nel corso dell’anno passato, oltre mezzo milione (!!) di varianti;
  • L’utilizzo di tecniche di marketing e ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO Search Engine Optimization) per “avvelenare” le ricerche, ovvero fare in modo che i siti malevoli scalino le posizioni nell’ambito dei risultati, aumentando implicitamente la probabilità che utenti inconsapevoli approdino verso siti malevoli;
  • L’utilizzo di tecniche di “ingegneria sociale” all’interno del “social network”. Un aspetto questo che lega indissolubilmente aspetti tecnologici e aspetti sociali e umani (curiosità, debolezze dei singoli) di cui sono vittima gli utenti con meno esperienza (tecnologica ed emotiva) che, seguendo un semplice link, finiscono con l’essere infettati da trojan, o ad inserire i propri dati personali in falsi form, preda di malintenzionati. La piaga è talmente diffusa che è stata coniata una apposita minaccia definita Likejacking che unisce i termini Like (il classico badge con cui gli utenti mostrano il proprio apprezzamento a post e contenuti) e Hijacking usato per indicare i dirottamenti (reali e virtuali come in questo caso).
  • Lo Spam ha continuato ad imperversare anche nel corso dell’anno passato (il report cita il fatto che nei soli Stati Uniti 36 milioni di utenti abbiano comprato medicinali da siti offshore) eludendo i controlli della temibile FDA. Va tuttavia aggiunto il fatto che secondo la ricerca lo spam ha leggermente cambiato forma, privilegiando di veicolare gli utenti verso siti dove è possibile scaricare malware piuttosto che verso improbabili store (dove comunque spesso gli utenti rimangono vittima di truffe successive da parte di falsi agenti FDA).
  • Stuxnet: come poteva mancare il fenomeno informatico dell’anno? Ovviamente anche il produttore anglosassone evidenzia il suo impatto, anche se, in maniera un po’ controcorrente, evidenzia maggiormente l’impatto mediatico rispetto a quello informatico.

Nel corso del 2011, secondo Sophos dovremo invece preoccuparci di:

Debolezza delle Password

Questo aspetto è principalmente umano, piuttosto che tecnologico, ma rischia nel 2011 di avere conseguenze ancora più nefaste rispetto all’anno precedente a causa del sempre maggiore numero di servizi on-line a cui gli utenti si affidano, e alla sempre minore cura nella scelta e nella gestione delle password che spesso sono le stesse per tutti i servizi, deboli e non cambiate da tempi immemorabili. La conseguenza, secondo il produttore blu è presto detta: la debolezza delle password costituisce un rischio maggiore per il furto di identità rispetto al phishing o allo spyware. La soluzione? Una rigorosa politica di controllo (AUP) per tutti gli utenti! Anche perché spesso dove non arrivano gli utenti arrivano i provider che dovrebbero tenere le credenziali al sicuro e sono invece vittime di imbarazzanti incidenti (come nel caso di Gawker rimasto vittima nel 2010 del furto di 1.3 milioni di account.

Mobile e Tablet

I produttori di solito, soprattutto se concorrenti, sono in disaccordo su tutto. Ma se c’è un argomento sul quale, come per miracolo, quasi non esistono divergenze, è proprio la centralità del mondo mobile nelle problematiche di sicurezza per il 2011. Prendendo in esame i diversi sistemi operativi si deduce, nelle previsioni di Sophos, una certa affinità, con le affermazioni a Bloomberg di Steve Chang, presidente di Trend Micro, da cui si deduce una maggiore sicurezza per il sistema operativo per la Mela piuttosto che per l’Androide, fondamentalmente per il maggiore controllo (walled garden) a cui Cupertino sottopone le applicazioni per i propri dispositivi prima di inserirle nell’App Store, e per la natura Open Source del gioiello di casa Page e Brin). Nel report si prendono in esame anche Windophs Phone 7 e RIM (la piattaforma per antonomasia del mondo Enterprise). Ma mentre nel primo caso i problemi di sicurezza provengono soprattutto dalla tendenza da parte del colosso di Redmond di privilegiare la funzionalità rispetto alla sicurezza, nel secondo caso i problemi potrebbero inconsapevolmente provenire prorprio dai governi che stanno chiedendo a RIM di ammorbidire la propria politica di cifratura end-to-end e NOC-Centrica per consentire l’ottemperanza alla legislazione anti terrorismo. Da notare che il povero Symbian occupa posizioni di rincalzo anche in questa classifica, ormai preda dei cracker solo per la maggiore diffusione del sistema.

Un aspetto però deve essere tenuto in considerazione: indipendentemente dalla piattaforma, i sistemi operativi mobili nascono con controlli di sicurezza preventivi (controlli di qualità per l’inclusione negli store) e “consuntivi” (accessi regolati delle applicazioni alle risorse hardware e software del dispositivo). Ad oggi, soprattutto per  la Mela e per l’Androide, tutti i malware mobili riscontrati affliggono dispositivi jailbreakati o rootati e trovano terreno fertile nella scarsa attenzione degli utenti che utilizzano store paralleli e ignorano i permessi di accesso delle applicazioni durante l’installazione.

In questa categoria rientrano anche i Tablet, destinati ad assumere sempre maggiore diffusione nel 2011 anche in ambito corporate.

Social Network

Ovviamente le previsioni di Sophos confermano la maggiore “sensibilità” dei malintenzionati ad utilizzare il social network come mezzo di diffusione del malware, sia perché ormai i diversi siti (Facebook e Twitter in primis) sono ampiamente popolati sia per scopi personali che professionali (si stimano oltre 500 milioni di utenti per la creatura di Zuckerberg con buona pace del suo conto in banca). A detta del produttore in blu, le falle del Social Network si concentrano su:

  • Applicazioni, dove, secondo un sondaggio condotto su 600, il 95% degli utenti di Facebook auspica una maggiore attenzione verso la sicurezza, auspicando un modello di controllo walled garden (giardino recintato) sulla falsa riga di quello adottato da Cupertino per il proprio App Store. Queste misure andrebbero unite ad una maggiore consapevolezza degli utenti verso i permessi delle applicazioni e ad un maggiore controllo sulle stesse;
  • Impostazioni di privacy, vera spina nel fianco del social network Facebook, dove oltre il 76% del campione del sondaggio citato al punto precedente, dichiara che lascerebbe il sito in caso di problemi di privacy;
  • Infrastrutture Sicure: il Caso di Twitter ha portato alla ribalta gli effetti derivanti dalla presenza di bachi nelle applicazioni server dei Social Network, e per questo motivo il produttore inglese auspica maggiore sicurezza (e maggiore attenzione degli utenti) in questo campo.

Software

Ormai le postazioni di lavoro sono diventate un coacervo di applicazioni, tutte fondamentali per svolgere le proprie attività e tutte potenziali vettori di vulnerabilità. Il 2010 è stato l’anno delle vulnerabilità di Adobe (i suoi PDF e Flash sono ormai la base di qualsiasi attività produttiva). Basta dare una occhiata a questa classifica di metà 2010 relativa alle vulnerabilità più sfruttate per rendersi conto dell’impatto delle applicazioni nei problemi di sicurezza (e quante di queste ogni utente utilizza ogni giorno: Internet Explorer, Adobe Reader, Real Player, c’è n’è veramente per tutti i gusti.

Media Rimovibili

Nelle valutazioni di Sophos figurano anche i media rimovibili come vettori di infezione. Il caso di Stuxnet insegna come anche i mezzi più tradizionali e bistrattati non vadano sottovalutati (soprattutto come vettori iniziali di infezione per le postazioni non connesse ad Internet).

Sistemi Operativi

Windows 7 sta ampiamente guadagnando consensi tra gli utenti e, secondo le previsioni condivisibili di Sophos,  tra gli autori di malware, che concentreranno i propri sforzi verso questo sistema operativo. Ovviamente gli sforzi sono direttamente proporzionali alla diffusione dell’OS e pertanto destinati a crescere ulteriormente nel corso del 2011 proporzionalmente all’incremento delle quote di mercato dell’ultimo nato di casa Redmond.

Per quanto riguarda gli utenti della Mela, sino ad oggi questi hanno sempre vissuto circondati da un (falso) senso di sicurezza derivante dal nobile lignaggio UNIX del sistema operativo. In realtà la sicurezza deriva dalla minore attenzione dei malintenzionati come conseguenza della minore diffusione in ambito corporate del Mac OS e quindi, in proporzione, dal minor numero di infezioni. Naturalmente il trend di crescita del sistema operativo della Mela in ambito corporate causerà, con tutta probabilità, un incremento delle infezioni informatiche per questo sistema operativo nel 2011. Poiché l’aumento di infezioni è drasticamente facilitato dal comportamento irresponsabile degli utenti nell’installare software senza verificarne attentamente origine e provenienza, Apple è corsa ai ripari mediante la recente creazione dell’App Store anche per il sistema operativo Mac OS, in cui le applicazioni sono sottoposte al controllo di qualità.

Minacce Veicolate dai Server Web

Le minacce diffuse mediante navigazione Web rimarranno nel corso del 2011 una delle principali fonti di infezione. Queste minacce sono veicolate ad insaputa degli amministratori perché nascoste, ad esempio, su link pubblicitari gestiti all’esterno apparentemente legittimi. Le categorie di minacce veicolate tramite Web, identificate dal produttore anglosassone sono le seguenti:

  • Malvertising: Pubblicità di falsi prodotti (ad esempio i fake antivirus citati in precedenza) che spingono l’utente ad installare software per ottimizzare le prestazioni o curare infezioni informatiche, che si rivelano in realtà essere trojan o malware di altro tipo.
  • Siti Web Compromessi: Sophos stima che ogni giorno ci siano 30.000 siti malevoli, il 70% di questi sono siti legittimi compromessi. Questa tendenza purtroppo verrà confermata nel corso del 2011.

Email Spam

Lo spam rimarrà un mezzo di diffusione delle infezioni anche nel 2011 (in questo senso un previsione analoga era stata redatta anche da Trend Micro).

Vulnerabilità 0-day

Sophos prevede per il 2011 un ulteriore incremento di malware che farà uso di vulnerabilità 0-day.

Cybercrime

In questa area le previsioni di Sophos sono allineate a quelle degli altri produttori, ponendo il problema su due piani: un piano prettamente politico (come nei casi di Operation Aurora e Wikileaks) ed un piano prettamente enterprise, ovvero il Cybercrime verrà utilizzato sempre di più per rubare informazioni da utilizzare direttamente o da vendere al miglior offerente.

In conclusione

Anche nel caso di questo produttore viene confermato, nel 2011, il ruolo centrale di Mobile e Social Networking per quanto riguarda le problematiche di sicurezza. In particolare la continua attenzione verso il Social Networking, ribadita da questo produttore, evidenzia la necessità di un nuovo modello di sicurezza e salvaguardia dei dati. Stupisce, tra i fattori evidenziati, l’assenza del cloud (direttamente o indirettamente – è di questi giorni la notizia dell’utilizzo del servizio cloud di Amazon da parte di un hacker tedesco per decifrare la password WPA del proprio vicino di casa), mentre viene evidenzato, come nel caso di Trend Micro, il ruolo dello Spam e dei siti Web compromessi per la distribuzione del malware.

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