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L’Androide In Vetta (Ma Perde i Pezzi)

March 5, 2011 2 comments

Nuovi dati di Nielsen confermano la corsa dell’Androide, che nel ricco mercato Americano si conferma la prima piattaforma per diffusione con il 29% delle piattaforme vendute, confermando il sorpasso nei conronti della Mela e della Mora (le arcinemiche Apple e RIM) al palo con il 27%.

La prospettiva cambia radicalmente se si considerano i singoli produttori: l’Androide appare infatti molto frammentato, e questo avvantaggia Apple e RIM, produttori autarchici (oltre a Nokia) che distanziano nettamente (quasi il doppo di diffusione) HTC, il primo produttore androide, che si “accontenta” di un 12%.

Da notare i novelli sposi Nokia e Microsoft che messi assieme non arrivano nemmeno alla metà dei tre principali sistemi operativi (addirittura il povero Symbian e sorpassato anche da WebOS).

Niente di nuovo sotto, il sole. Personalmente, come ho già avuto modo di esporre in questo post, l’unico punto preoccupante conseguente alla Frammentazione dell’Androide non è tanto quello relativo alle quote di mercato, quanto quello relativo alla proliferazione inopinata dei servizi dei produttori (ad esempio la diffusione di market verticali), e alla diversificazione eccessiva di hardware e del software che penalizzano inevitabilmente la stabilità della piattaforma. Questo aspetto comincia ad essere uno dei punti deboli dell’Androide ed è indubbiamente uno dei pochi vantaggi della chiusura di Apple e RIM (oltre agli indubbi vantaggi in termini di sicurezza, e il caso del malware DroidDream è esemplare in questo senso).

Devo però ammettere che un aspetto in particolare mi ha colpito: se si guarda con attenzione alla diffusione della piattaforma per età, nel caso dell’Androide la differenza la fanno i giovanissimi (18-24), dove l’androide guadagna due punti percentuali in più rispetto alla Mela e alla Mora. Queste ultime, come prevedibile, guadagnano sull’utenza più matura (soprattutto RIM). In effetti sembra proprio che lo stereotipo dell’Androidiano smanettone sia confermato dai dati statistici, anche se in realtà c’era arrivato molto prima il genio autore di questa vignetta.

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Strategia Intel Per il Mobile: Io Ballo Da Sola

February 21, 2011 1 comment

Devo ammettere che la strategia Intel in ambito sicurezza e mobile mi sta incuriosendo molto. Commentando il matrimonio dell’anno tra Nokia e Microsoft, in particolare sin dalle prime voci che si rincorrevano da dicembre 2010, mi ero sbilanciato affermando che un terzo incomodo sarebbe stato invitato al banchetto nuziale dell’anno: Intel, il gigante dei processori di Santa Clara che, assieme al colosso finlandese di Espoo, stava sviluppando MeeGo, il sistema operativo basato su Linux, nelle idee degli sviluppatori l’anti-Androide che avrebbe dovuto (sigh!) equipaggiare smartphone di fascia alta e tablet.

Ovviamente nulla lasciava presagire che il maggior produttore di processori al mondo, imbarcatosi in questa improvvida avventura con i finlandesi, fosse stato mantenuto all’oscuro della sotta linea rossa che nel frattempo si stava sviluppando tra Redmond ed Espoo… Anzi, virtualmente il colosso di Santa Clara avrebbe potuto avere una parte importante nell’improbabile sodalizio, ad esempio fornendo i processori, settore in cui Intel soffre la concorrenza di Qualcomm e ARM.

Alla fine gli eventi hanno lasciato un po’ spiazzati tutti gli osservatori. Windows Phone 7 e MeeGo sono due fardelli troppo ingombranti (e onerosi in termini di risorse di sviluppo) all’interno di una stessa offerta, così il  primo frutto del matrimonio  finnico-americano è stato il ridimensionamento di MeeGo (a cui sembrerebbe stesse lavorando team composto da soli 3 sviluppatori esterni). Niente di strano, se non fosse che Chipzilla (questo il simpatico soprannome con cui spesso ci si riferisce simpaticamente al gigante dei processori) sembrerebbe fosse realmente all’oscuro della trama che si stava snodando tra le due sponde dell’Atlantico. Una volta incassato il colpo, Intel ha ribadito la propria intenzione di proseguire con MeeGo (affermando addirittura che al posto di Nokia avrebbe sposato Android). I fan di Matrix ricorderanno la celebre frase di Morpheus: “Al destino non manca il senso dell’Ironia”, e difatti non può che esserci ironia nel fatto che solo un anno fa (il 15 febbraio 2010) Nokia e Intel a Barcellona battevano la grancassa del marketing per annunciare la nascita di MeeGo dalle ceneri dei propri sistemi operativi Maemo e Moblin.

In teoria il colosso di Santa Clara ha le risorse e i mezzi per affrontare una scommessa del genere ma la sfida si presenta estremamente ardua, non solo per il ritardo con cui il sistema operativo si presenta sul mercato, ma anche perché, e la mossa di Nokia lo dimostra, la guerra dei sistemi operativi mobili si combatte soprattutto con gli ecosistemi di sviluppatori e applicazioni che si sviluppano attorno. Anche in questo caso il ritardo è notevole vista la posizione consolidata di Apple, la crescita di Android (a cui sembrerebbe stia cercando di agganciarsi anche RIM con una Virtual Machine che consentirebbe di far girare le applicazioni  native dell’Androide) e le difficoltà che la stessa Microsoft sta incontrando per guadagnarsi un suo spazio vitale.

Ciò nonostante la strategia di Intel verso il mondo mobile continua imperterrita per la sua strada. Dopo gli annunci relativi al sistema operativo a Barcellona è arrivato l’atteso annuncio relativo alla nuova generazione di processori per dispositivi mobili, battezzata Medfield (ironia della sorte potranno far girare il Sistema Operativo Androide!), processori che, nelle intenzioni degli ingegneri, promettono scintille (è proprio il caso di dirlo) nei confronti della concorrenza (ARM in testa) soprattutto per quanto riguarda durata e consumo energetico.

Ma Intel non si è fermata qui e, a conferma della necessità di creare un ecosistema di applicazioni, il colosso dei processori, tramite il suo braccio armato finanziario Intel Capital, ha proseguito la sua opera di finanziamento di startup nel mondo mobile.

Naturalmente quando si parla di Intel, la strategia del mondo mobile si incrocia inevitabilmente con la sicurezza: questa era  stata una delle chiavi di interpretazione della maxi acquisizione di McAfee (approvata dalla Comunità Europea solo 26 gennaio di quest’anno) i cui primi frutti si dovrebbero vedere nella seconda metà del 2011 (ma è probabile che il know-how del produttore rosso di sicurezza possa trovare ulteriori applicazioni per i dispositivi mobili). In questo campo potrebbe avere applicazione anche una interessante tecnologia di autenticazione che il gigante dei processori sta sviluppando insieme a Symantec, il principale concorrente di McAfee (o meglio di se stessa) e con la  ulteriore collaborazione di Vasco, gigante europeo dell’Autenticazione. Questo improbabile terzetto è attualmente al lavoro su una rivoluzionaria tecnologia di autenticazione chiamata Identity Protection Technology, o IPT, che nelle sua versione iniziale sarà cablata all’interno dei nuovi processori i3, i5 e i7. Con questa tecnologia Intel  mira ad ampliare la propria sfera di azione sui servizi di autenticazione (ad esempio home banking) rendendo un processore in grado di generare una one-time password (OTP) per autenticarsi verso un sito compatibile precedentemente accoppiato. Un patto con il Diavolo Symantec? Solo Parzialmente visto che Symantec controlla Verisign, uno dei principali fornitori di servizi di autenticazione, e che probabilmente è la tecnologia coinvolta in questo accordo.

A prescindere dal fatto che la scommessa MeeGo venga vinta o meno, Intel è comunque molto attiva su molteplici fronti, motivo per cui, nel 2011, questo produttore andrà tenuto d’occhio.

L’Androide (Virtuale)? E’ Tutto Casa e Lavoro

February 16, 2011 2 comments

In questi i giorni i fari multimediali del mondo sono puntati verso Barcellona, dove si sta svolgendo il Mobile World Congress 2011.

Il lancio dei nuovi tablet ed i commenti del “giorno dopo” relativi alla Santa Alleanza tra Nokia e Microsoft (inclusa l’ostinazione di Intel nel perseguire il progetto MeeGo), l’hanno fatta da padroni. Tuttavia, accompagnato dalla mia immancabile deformazione professionale sono andato alla ricerca, tra i meandri dell’evento, di un qualcosa che non  fosse la solita presentazione di prodotti. Da qualche giorno difatti un tarlo mi assilla, inconsapevolmente incoraggiato dai buchi di sicurezza che, quotidianamente, i ricercatori di tutto il globo scoprono all’interno dei terminali, siano essi Cuore di Mela o Cuore di Androide.

In effetti sembrerebbe proprio che i nostri dati e la nostra vita (professionale e personale), che sempre di più affidiamo a questi oggetti, siano sempre meno al sicuro. Probabilmente, come più volte ripetuto (ma forse mai abbastanza) il peso maggiore di questa insicurezza è da imputare ai comportamenti superficiali degli utenti che, una volta abituatisi alla velocità, comodità e potenza dello strumento, ne dimenticano i limiti fisici ed il confine che separa l’utilizzo personale dall’utilizzo professionale. In teoria la tecnologia dovrebbe supportare l’utente per il corretto utilizzo professionale, tuttavia proprio in questo punto giace il paradosso: il secondo fattore che minaccia la diffusione di smartphone e tablet per un uso massiccio professionale consiste proprio nel fatto che, con l’eccezione della creatura di casa RIM, il famigerato Blackberry, i terminali di casa Apple e Android non sono stati nativamente concepiti per un uso esclusivamente professionale, ma hanno successivamente ereditato funzioni di tipo enterprise costrette a convivere con le altre funzioni del terminale meno adatte all’attività lavorativa (in termine tecnico si chiamano frocerie).

Questo fenomeno è noto come consumerization dell’information technology, ed è uno dei cavalli di battaglia con cui i produttori di sicurezza puntano il dito verso i produttori di tecnologia mobile, e più in generale verso tutte le tecnologie prestate dall’uso di tutti i giorni all’uso professionale (e ora capisco perché i telefoni della serie E di Nokia erano sempre una versione software indietro rispetto agli altri). Alle vulnerabilità di cifratura, delle applicazioni malandrine che escono dal recinto della sandbox, dei vari browser e flash (e perché no anche alla mancanza di attenzione degli utenti), i produttori di sicurezza dovranno porre rimedio, presumibilmente introducendo un livello di protezione aggiuntivo che recinti le applicazioni e le vulnerabilità troppo esuberanti e protegga i dati sensibili dell’utente, più di quanto il sistema operativo e i suoi meccanismi di sicurezza nativi riescano a fare.

L’ispirazione mi è venuta qualche settimana fa, leggendo il Cisco 2010 Annual Security Report, ed in particolare un passaggio ivi contenuto:

Mobility and Virtualization Trends Contributing to Renewed Focus on Data Loss Prevention

Ovvero la prossima frontiera della mobilità sarà proprio il DLP, in termini tecnologici e di conformità (procedure e tecnologie di DLP hanno sempre alla base necessità di compliance). Nel mondo mobile le due strade convergono inevitabilmente: il primo passo per una strategia di protezione dei dati e di separazione netta tra necessità personali e professionali si snoda attraverso la virtualizzazione del Sistema Operativo Mobile: un argomento che avevo già affrontato in un post precedente e per il quale mi sono chiesto, dopo l’annuncio dello scorso anno di Vmware e LG, se al Mobile World Congress 2011, sarebbero arrivate novità.

Il mio intuito ha avuto ragione e mi sono imbattuto in questo video in cui Hoofar Razivi, responsabile Vmware del product management, ha dimostrato, durante l’evento, l’utilizzo dell’applicazione di virtualizzazione sul dispositivo LG Optimus Black, sfoggiando uno switch semplice ed istantaneo tra i due sistemi operativi (Android ospitante e la versione Android embedded di Vmware) senza necessità di effettuare il reset del dispositivo.

Il terminale è così in grado di ospitare due versioni del sistema operativo: una personale, ed una professionale controllata centralmente dall’Organizzazione. Le policy che è possibile controllare nell’Androide professionale includono ad esempio la disabilitazione del cut and paste per prevenire la copia di dati sensibili, la disabilitazione di fotocamera, GPS e il Bluetooth. Esiste inoltre un client VPN interno e, come ulteriore protezione, i dati dell’Androide professionale, la cui immagine è cifrata in condizioni normali e può risiedere anche nella scheda SD, possono inoltre essere cancellati remotamente.

L’applicazione, che sarà sugli scaffali nella seconda metà di quest’anno, non dipende dal sistema operativo sottostante e può essere resa disponibile in modalità Over-The-Air, così può virtualmente funzionare su qualsiasi terminale (a patto che abbia abbastanza risorse). E’ molto probabile che sarà disponibile anche per altri sistemi operativi, sulla scia anche di quanto fatto da RIM che sta per presentare la propria soluzione BlackBerry Balance, concepita per gestire in maniera separata le informazioni personali e quelle aziendali all’interno di una Mora RIM.

Alla fine sembra proprio che, almeno nel mondo mobile, la virtualizzazione servirà per aumentare il livello di sicurezza dei dispositivi.

Nokia e Microsoft: Matrimonio Al Volo

February 11, 2011 3 comments

E alla fine il gran giorno è arrivato: il fatidico #feb11 si è concretizzato, e in un tranquillo venerdì di febbraio Nokia e Microsoft hanno annunciato l’alleanza strategica di cui si vociferava da qualche tempo. L’alleanza porterà nel corpo metallico dei terminali Nokia un cuore a finestre e si estenderà agli altri prodotti e servizi di Casa Microsoft: Il motore di ricerca Microsoft Bing e i servizi pubblicitari adCenter costituiranno i punti di ingresso al mondo Web dei terminali Nokia, mentre Nokia porterà in dote la sua consolidata forza nell’imaging. Ovi Maps sarà un tassello centrale nei servizi di georeferenziazione Microsoft e sarà integrato con Bing, mentre nello stesso tempo, Ovi Store (il mercato di applicazioni di casa Nokia) sarà assimilato integrato nel Marketplace di Microsoft. Xbox Live e Office saranno anche della partita e integrati nei futuri terminali di Nokia. La speranza congiunta è quella di distruggere gli altri ecosistemi mobili attuali e di vincere le prossime sfide.

Il CEO di Nokia, Stephen Elop, non ha perso tempo e ha suggellato l’unione tramite il Canarino Azzurro, restituendo al mittente il tweet aviario con cui Vic Gundotra, Vice-President di Google, aveva liquidato le voci del presunto matrimonio,  rispondendo con un ulteriore cinguettio in tema aereo:

@cheureux Or this: Two bicycle makers, from Dayton Ohio, one day decided to fly. #NokMsft#feb11

In cui, i più ferrati in materia (tra cui il mio caro amico e collega David Cenciotti) avranno sicuramente riconosciuto un  elegante richiamo ala favola dei Fratelli Wright, inventori pionieri del volo moderno).

Tra un cinguettio e l’altro, gli invitati al matrimonio dei due giganti dovranno prepararsi ad un funerale. La cronaca di una morte annunciata è quella di Symbian che, come prevedibile, verrà sacrificato sull’altare nuziale di Redmond ed Espoo. Durante la conferenza di oggi sono state difatti mostrate da Stephen Elop e dal Direttore Finanziario di Nokia, Timo Ihamuotila (e chi conosce i CFO sa che questo è forse il lato più preoccupante), alcune slide significative in cui, tra la mancanza furbesca di date, viene evidenziato il lento ma inesorabile declino del sistema operativo bandiera di Casa Nokia.

Nel frattempo, l’Androide Verde continua a macinare quote di mercato (ultima analisi in ordine di tempo, in cui l’Androide ha superato Symbian, è quella di Canalys). La diffusione dell’Androide è talmente elevata che RIM sta pensando a un possibile abbocco finalizzato a garantire la compatibilità del Playbook, tablet di casa, con le applicazioni del sistema operativo Androide. Ultima voce in ordine di tempo è quella di Bloomberg secondo cui RIM sta sviluppando in casa una macchina virtuale Java (disponibile nella seconda metà del 2011) per poter far girare i famosi pacchetti apk del sistema operativo Google.

Una cosa è certa: il Sistema Operativo Google sta sconvolgendo il mercato allo stesso modo in cui si augurano di fare i novelli sposi Nokia e Microsoft. Speriamo solo che il tuffo dalla piattaforma in fiamme di Symbian si trasformi nella favola del volo dei fratelli Wright e non nel famoso romanzo di Jules Verne “20.000 leghe sotto i mari”.

Matrimonio Con Il Morto

February 6, 2011 3 comments

Sembra che le voci di un possibile matrimonio tra Microsoft e Nokia, siano destinate a trovare conferma tra pochissimi giorni, forse addirittura l’11 febbraio. Il matrimonio dovrebbe avere come dote principale Windows Phone 7 che potrebbe andare ad equipaggiare i terminali di casa Nokia, che in tal caso vedrebbe modificare drasticamente la propria immagine: da produttore di una piattaforma completa (hardware più software) a semplice costruttore di terminali, alla stregua di altri colossi quali LG, HTC, (parzialmente) Samsung, etc.

Gli ingredienti ci sono tutti: in primo luogo da settembre 2010 al timone (sarebbe meglio dire alla slitta) del gigante finlandese c’e’ proprio un enfant prodige Microsoft, Stephen Elop, che per la prima volta ha spodestato un finlandese dal gradino più alto dell’azienda; in secondo luogo è ormai noto che Symbian e MeeGo (rispettivamente i sistemi operativi mobili per la fascia medio-bassa e alta del mercato), anche se su piani diversi, stanno arrancando per obsolescenza tecnologica (Symbian) e per la difficoltà di imporsi in un mercato dove l’Androide, la Mela e il Lampone oramai la fanno da padroni (con conseguente calo continuo dei profitti)

Ma se Esp00 piange, Redmond non ride: dall’altra parte dell’Oceano la situazione non è molto diversa. Sebbene l’ultimo nato di casa Windows sia un prodotto dignitoso, stenta comunque a diffondersi a causa del ritardo nel lancio e di alcune mancanze di gioventù (e di time-to-market) difficilmente perdonabili.

In questo senso si spiega dunque la strategia, applicabile ad entrambi i coniugi di questo matrimonio d’interesse, di appoggiare la sinergia su un ecosistema già esistente di terminali e servizi.

Con tutta probabilità il matrimonio porterà in dote ai Finlandesi Windows Phone 7 ed agli americani la possibilità di poter sfruttare la diffusione (ed il valore del brand) del principale produttore mondiale di terminali per numero di diffusione. Tutte rose e fiori quindi? Per niente affatto: sul piatto delle leggi di mercato dovrà essere lasciata almeno una vittima illustre. Tre sistemi operativi sono troppi per Nokia, per cui lo storico Symbian dovrà rassegnarsi a un mesto prepensionamento, oppure MeeGo non vedrà mai la maturità, interrompendo la propria carriera incompiuta nel bel mezzo di una stentata adolescenza.

Certo mi viene da storcere il naso al pensiero, ma oramai ho abbandonato Symbian senza troppi rimpianti, se non la romantica nostalgia di un sistema operativo che ha accompagnato la mia crescita professionale oramai da quasi 10 anni. Se invece guardo alla questione da una prospettiva più ampia, due sono le considerazioni che sorgono spontanee: una su un piano strettamente legato al mondo mobile ed una, più generale, relativa alla cultura manageriale:

  1. Relativamente al mondo mobile ho la sensazione che direttamente o indirettamente in questo matrimonio entrerà anche Intel: è vero che il colosso di Santa Clara ha storto il naso (con malcelata altezzosità) al fatto che Microsoft abbia pericolosamente strizzato l’occhio ad ARM, ma è altrettanto vero che Intel sta sviluppando MeeGo congiuntamente con Nokia e sta contemporaneamente investendo (anche) in tecnologie di sicurezza mobile con l’acquisizione di McAfee. Vedo quindi difficile una strategia mobile autarchica in un mercato che sembra ormai lasciare poco spazio agli outsider anche se dotati della potenza di fuoco di Santa Clara;
  2. Più in generale la mossa di Stephen Elop appare molto azzardata ma ribadisce un concetto: in un mercato globale  e aggressivo il manager rompe le regole e gli equilibri. Non è un caso che lo stesso Elop stia, proprio in questi giorni, avviando una operazione di “mietitura” (di teste) all’interno dei papaveri Nokia responsabili dell’eccessiva inerzia dell’azienda. In maniera superficialmente banale, non ho potuto fare a meno di accostare la temerarietà (e mi auguro la vision) del CEO Nokia a quanto sta accadendo in questi giorni alla prima (e quasi unica) fabbrica nazionale di automobili, anche lei nel bel mezzo di un matrimonio d’interesse con un partner d’Oltreoceano che sta sconvolgendo i piani di una economia tradizionale.

Un’altro colosso sul piede di guerra nell’affollatissimo mercato mobile. Vedremo se il matrimonio snaturerà l’immagine di Nokia oppure l’azzardata scommessa di Elop darà i suoi frutti, restituendo lo smalto (e le quote di mercato) ad una nobile azienda che appare indirizzata verso la via del declino.

L’Androide Mette Le Ali

February 4, 2011 2 comments

E non soltanto per via del nuovo logo che caratterizzerà la versione 3.0 del Sistema Operativo Honeycomb.

L’Androide blu verde di Mountain View sarà anche malaticcio, ma intanto continua a correre volare e si consola con i dati di mercato del Q4 2010 in cui, secondo una rilevazione di Canalys, ha compiuto uno storico sorpasso su Symbian (in anticipo rispetto alle previsioni), portandosi al 32.9% del mercato contro il 30.6% del concorrente finlandese di Espoo (a seguire gli altri, Apple al 16.0% e RIM al 14.4%, Windows? Missing In Action). La crescita rispetto all’anno precedente è impressionante e confermata anche dalle analisi di NPD relative al mercato americano, dove l’Androide ha conquistato il 53% del mercato (Windows Phone 7 si è fermato al 2%).

La crescita continua anche nel mercato dei tablet, dove, secondo le rivelazioni di Strategic Analitycs la tavoletta magica di Apple, dopo trimestri di crescita incontrastata ha visto, nel Q4 2010, la propria quota di mercato diminuire dal 95% al 75% (a diversamente dalle tavolette equipaggiate con un cuore di Androide che nello stesso periodo sono passate dal 2.3% al 22%), e tutto questo nonostante le presunte voci di un elevato livello di insoddisfazione degli utenti del Samsung Galaxy Tab (il 13%, salito al 16% durante le vacanze natalizie, lo ha resistuito al mittente).

E’ questo, temo, sia solo l’antipasto. Vista l’artigliera di Tablet Androidiani che si prepara ad invadere gli scaffali, e il lancio, proprio di queste ore, di Honeycomb (la versione del sistema operativo concepita per le tavolette), le quote di mercato delle tavolette dal cuore di androide sono inetivabelmente destinate ad aumentare, con buona pace della Mela e del Lampone canadese.

E’ di oggi la notizia che Blackberry e Smartphone aumentano le rughe (soprattutto tra le signore di mezza età che devono mettere a fuoco la vista per vedere gli sms), ma in realtà le rughe le provoca l’Androide… Agli ingegneri di Apple e RIM che dovranno spremersi le meningi per contrastarne l’apparentemente inarrestabile avanzata…

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10.. 100.. 1000.. 2011 Pad…

December 23, 2010 1 comment

Il 2011 sarà l’anno dei pad, per tutti i gusti, tutte le esigenze, tutti i sistemi operativi e (speriamo) per tutte le tasche.

I botti del 31 dicembre saranno solo un pallido preludio ai botti che spareranno i produttori di tablet nel 2011. In rete circolano già i primi rumor dei presunti iPad 2 e, addirittura, iPad Mini (alla faccia di chi se li è fatti regalare per Natale). Ma se gli ingegneri di Cupertino non dormono mai, il resto del mondo Hi-Tech non sta a guardare e sul fronte delle tavolette, nel primo trimestre del 2011, già in occasione del CES di Las Vegas, ne vedremo delle belle.

Dopo RIM, che per prima ha presentato il suo playbook presumibilmente sul mercato da febbraio 2011, a capeggiare la schiera c’è un outsider decisamente scomodo, minaccioso e da un certo punto di vista intrigante. Sto parlando di Cisco, il colosso della rete, vero cuore pulsante di Internet che con il suo Cius lancerà sul mercato un tablet basato su Android espressamente concepito per utenza business con funzioni avanzate (e interfacce di programmazione estese) di Unifed Communication. Ma non saranno da meno HTC, che promette scintille con l’architettura Tegra 2 (la stessa strada sembra sarà seguita dai coreani Samsung per il suo Samsung Galaxy Tab 2 ed LG) e Acer, che promette tavolette per tutte le tasche (dal punto di vista del prezzo e delle dimensioni).

Non mancheranno all’appello nemmeno Toshiba che riparte da un Folio per rinverdire i fasti del famoso Libretto, ASUS, che punta ad una offerta completa per dimensioni e sistema operativo (Windows o Android), e, addirittura, una vecchia conoscenza come Creative, che con le sue tavole della serie ZiiO mira a (ri)creare un nuovo standard di intrattenimento per uscire dall’anonimato in cui il gigante multimediale di Singapore è caduto negli ultimi anni, nel tentativo di  rinverdire i bei tempi che furono (con le mitiche Sound Blaster).

Saranno della partita anche NEC, con una suggestiva proposta a libretto, e HP che promette di rinverdire i fasti di Palm con una famiglia di tablet equipaggiati con il redivivo WebOS.

Infine, tra una folta schiera di presunti outsider, più o meno improbabili, a volte incautamente saliti sul carro dell’androide vincitore, si distingue sicuramente Motorola, la marca delle ali, che con il suo Motopad, la cui presentazione è prevista al CES (e che grazie a uscite mirate ha creato una grande attesa) punta a confermare il Rinascimento ottenuto grazie il felice connubio con l’Androide, iniziato con il primo Droid (Milestone per noi cugini del Vecchio Continente) e proseguito con i successivi modelli della famiglia.

Gartner stima che il mercato delle tavolette nel 2011 raggiungerà in tutto il mondo quasi 55 milioni di unità contro i 19 milioni del 2010, ed è destinato a crescere sino a 154 milioni nel 2012, quali sono però le incognite di un mercato così affollato?

In primo luogo quello dei tablet rimarrà nel 2011 un mercato di nicchia, si stima che le vendite globali si attesteranno attorno al 15% di quelle relative a smartphone, e quindi non abbastanza ricettivo per la pletora di produttori che vi si stanno ammassando attorno.

In secondo luogo, piuttosto che contrastare Apple con una strategia unitaria, a mio parere i concorrenti si stanno frammentando eccessivamente: la maggior parte, se non tutti i produttori sopra citati puntano ad aprire un proprio mercato delle applicazioni, in aggiunta al tradizionale Android Market, e questo potrebbe creare un po’ di malumore presso i consumatori se non addirittura spostarli verso un produttore con una offerta unitaria (ad esempio Apple).

Nell’attesa di capire quale tavoletta si conquisterà l’ambito scettro di “Anti-iPad” godiamoci questo video in cui Motorola svela parzialmente il suo prodotto, in realtà prendendola un po’ alla lontana e terminando con l’immancabile confronto con iPad e Samsung Galaxy. Il mio preferito è sicuramente il modello Maya, se non fosse che, si dice, abbia una funzione di autodistruzione nel 2012…

 

Il Nemico Alle Porte

December 18, 2010 3 comments

Il titolo di questo post non si riferisce al bellissimo film di Jean-Jacques Annaud, tratto da un soggetto originale di Sergio Leone, ma al fatto che sto rischiando seriamente di passare il pranzo di Natale con uno sgradito ospite. Mi riferisco al Blackberry Curve 8900 che mio fratello ha appena acquisito all’interno del suo contratto di fonia con un noto operatore anglosassone rosso, mandando in pensione un Nokia E61 di cui, dal telefono originale, era rimasto solo il nome, e che rischia seriamente di mandarmi di traverso il tradizionale brodo di tortellini natalizio.

Dopo essere riuscito a convincere (contrariamente a ogni previsione) un caro amico ad acquistare un Samsung Galaxy S, quella che si presenta ora è la sfida più difficile.

Il tutto è cominciato con un SMS mai arrivato a mio fratello (in cui gli stavo descrivendo un ottima frittura al nero di seppia). Insospettito dal fatto che non avesse risposto al messaggio, il giorno successivo ci siamo sentiti, e mi ha raccontato che, effettuando la voltura del contratto telefonico, il suo operatore mobile l’aveva momentaneamente oscurato (risparmiandogli una rosicata). Gli ho chiesto allora se avesse approfittato del cambio di contratto per cambiare anche telefono…

Ehm, no… In realtà sto aspettando un BlackBerry Curve!

Cosa! un BlackBerry, ma non mi avevi detto che stavi pensando a un Androide?

Si vabbé ma a me non serve un Androide, devo solo leggere la posta e navigare…

Appunto, hai mai provato a navigare con il BlackBerry (tenendo in considerazione che la completa apertura al Web si è avuta solo a febbraio 2010, con almeno 2 se non 3 anni di ritardo rispetto ai concorrenti) o a leggere un allegato?

Ho capito, ma 500 euri per un telefono sono tanti

D’accoro ma quando cominci ad utilizzare le applicazioni te ne rendi conto, e poi ti sbarazzi del Tom Tom ed è anche più aggiornato.

Si ma il Samsung Galaxy è troppo grosso

Il Tab si, ma non devi prenderlo in considerazione, anche perché l’esorbitante cifra di 700 carte è veramente eccessiva, vedi se trovi una buona occasione per il Galaxy S.

In realtà a me serviva la tastiera

E allora perché non prendi in considerazione l’HTC Desire Z?

Si l’ho visto, effettivamente non è male e si trova a un prezzo più basso del Samsung Galaxy S,

Considera inoltre che sicuramente potrà essere aggiornato ad Android 2.3.

Beh, allora adesso esco e vado a darci un’occhiata

Ero quasi convinto di avercela fatta e che l’assegno delle quasi 500 carte avesse le ore, o meglio le strisce di inchiostro contate, quando un’ora dopo squilla il telefono:

Senti, ma ho visto al centro commerciale una offerta per il Samsung Galaxy Mini…

Mmh… Processore a 667 mhz, Android 2.1, display a 240×400, mi sa tanto di “Vorrei ma non posso…”, no buono, non ci piace.

Ok, allora vado a vedere il Galaxy S e ti chiamo….

Sto ancora aspettando quella chiamata, ad ogni modo vedendo che non arrivava, ho risentito mio fratello un paio di giorni orsono, apprendendo che la questione è ancora aperta.

Non ho avuto tempo, vado a vedere sabato mattina

Forse oggi potrebbe essere il sabato mattina buono e il mio pranzo di Natale potrebbe essere salvo. Nel frattempo, in barba alla previsioni funeste, RIM ha annunciato i risultati del Q3 2010, che hanno visto una crescita dei ricavi  a  5.5 miliardi di $ (con un aumento del 40% su base annua) e 14.2 milioni di telefoni venduti. Che abbia ragione mio fratello a tenersi il Blackberry? Voi che ne dite? Che fareste al suo posto?

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Gli Uomini Preferiscono le bionde… (E Gli Androidi…)

December 4, 2010 Leave a comment

Una recente sondaggio di Nielsen disegna un interessante quadro sulle preferenze e intenzioni di acquisto di smartphone negli Stati Uniti. In sostanza suddividendo le intenzioni di acquisto tra maschietti e femminucce si scopre che il gentil sesso preferisce decisamente la creatura di Steve Jobs. Le intenzioni di acquisto si invertono se si considerano i maschietti, le cui preferenze vanno di gran lunga per l’Androide Verde di Mountain View. Senza contare gli indecisi, agli altri, per ora, rimangono le briciole (o quasi…)

 

La Corsa Dell’Androide

December 2, 2010 1 comment

Secondo una recente analisi di IDC, l’Androide Verde di Mountan View si appresta a superare il gigante di Espoo nel Vecchio Continente a livello di vendite di Smartphone. Nel 3Q del 2010 Nokia deteneva ancora il primato nel mercato  dell’Europa Occidentale con il 34% del mercato, seguita dalla Mela Morsicata con il 24% e l’Androide Verde al 23%. Lo scenario è destinato a cambiare nel prossimo trimestre in quanto l’analista Fransciso Jeronimo prevede che il sistema operativo mobile di Google si posizionerà stabilmente al primo posto (a livello mondiale detiene già il secondo posto alle spalle di Symbian) sospinto dal rilascio imminente di Android 2.3 Gingerbread.

Per quanto riguarda i produttori di smartphone equipaggiati con l’Androide, i terminali HTC continuano ad essere il desiderio (Desire) degli utenti, e spingono il colosso di Taiwan al primo posto con il 39%, seguono a ruota Sony Ericsson e Samsung rispettivamente con il 27% e 14%.

Da notare nell’articolo le percentuali irrisorie di Windows Mobile. Riuscirà il Colosso di Redmond a recuperare il ritardo? Nel frattempo vi ricordo il fantastico sondaggio.

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