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1-15 October 2013 Cyber Attacks Timeline

October 27, 2013 2 comments

It’s time to review the list of the main cyber attacks happened during the first half of October.

Of course there are few doubts: the breach involving Adobe (compromising the details of 3 million customers and the source code of two products) is for sure the most remarkable event of the month (and probably of the year), and its consequences will likely affect the Infosec landscape for long. In addition it overshadowed all the other events occurred so it is quite hard to summarize the threat landscape of the first 15 days of October.

In a nutshell, these two weeks have brought an unprecedented number of DNS Hijackings and several considerable breaches (however not comparable in size and impact with the one affecting Adobe). At first glance, looks like the number of attacks motivated by Cyber Crime is constantly increasing and leaving behind Hacktivism.

Last but not least, curiously, for this couple of weeks, I did not find any remarkable operations motivated by Cyber Espionage.

As usual, if you want to have an idea of how fragile our data are inside the cyberspace, have a look at the timelines of the main Cyber Attacks in 2011, 2012 and now 2013 (regularly updated). You may also want to have a look at the Cyber Attack Statistics, and follow @paulsparrows on Twitter for the latest updates.

Also, feel free to submit remarkable incidents that in your opinion deserve to be included in the timelines (and charts).

1-15 October 2013 Cyber Attacks Timeline

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1-15 November 2012 Cyber Attacks Timeline

November 19, 2012 1 comment

The first half of November 2012 has been undoubtedly characterized by Hacktivism. Not only the month has begun with the ProjectBlackStar by the infamous Team Ghostshell (2.5 million accounts leaked belonging to different Russian sectors), but also the long-awaited November 5 has brought an unprecedented wave of Cyber Attacks against organizations all over the world, including Symantec and the UK Ministry Of Defence (more than 3,000 accounts leaked in both cases).

Moreover, after the dramatic event of the 14th of November (the killing of Ahmed Al-Jaabari, the commander of the military wing of Hamas by an Israeli missile and the consequent Operation “Pillar Of Defense”), the Anonymous have started a massive campaign of Cyber Attacks against Israel sites and in support of Palestine. This campaign is still ongoing even if it is really impossible to track all the attacks (nearly 700 defaced web sites so far), and hence, as far as possible, only a general overview is provided.

Of course these events have shadowed the other attacks, including the ones to LG (3,300 accounts leaked in two different cyber attacks) and Adobe (150,000 records allegedly compromised).

The chronicles also report of an alleged cyber attack against Telecom Italia (30,000 accounts allegedly leaked), even if there several doubts about the real authenticity of this attack.

If you want to have an idea of how fragile our data are inside the cyberspace, have a look at the timelines of the main Cyber Attacks in 2011 and 2012 and the related statistics (regularly updated), and follow @paulsparrows on Twitter for the latest updates.

Also, feel free to submit remarkable incidents that in your opinion deserve to be included in the timelines (and charts).

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Categories: Cyber Attacks Timeline, Security Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Gears Of Cyberwar

January 19, 2011 1 comment

Il 2010 verrà ricordato tra gli annali della sicurezza informatica soprattutto per due eventi: Operation Aurora e Stuxnet. Sebbene estremamente diversi tra loro per natura e origine (nel primo caso si parla di un attacco perpetrato dalla Cina per rubare informazioni di dissidenti e nel secondo caso di un malware progettato da USA e Israele con lo scopo di sabotare le centrali nucleari iraniane), i due eventi sono accomunati da un minimo comune denominatore: la matrice politica, ovvero il fatto che la minaccia informatica sia stata creata a tavolino per azioni di spionaggio nel primo caso e guerra sabotaggio nel secondo.

Secondo le indicazioni dei principali produttori di sicurezza sembra proprio che nel 2010 sarà necessario abituarsi a convivere con eventi di questo tipo, effettuati per scopi politici da nazioni fazioni sempre più organizzate utilizzando come vettori minacce simil-stuxnet sempre più elaborate e complesse.  In sostanza la percezione è che, dopo l’esempio dell’Estonia nel 2007, le guerre si possano sempre di più combattere dietro le tastiere piuttosto che nei campi di battaglia. Dopo le fosche tinte delineate da così  poco promettenti previsioni, naturalmente la domanda sorge spontanea: quale potrebbe essere nell’immediato futuro l’impatto globale di una cyber-guerra?

In realtà molto basso secondo un recente studio dell’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ad opera di Peter Sommer e Ian Brown. Lo studio difatti sostiene che, sebbene i governi debbano essere pronti a prevenire, affrontare ed effettuare il recovery da operazioni di Cyberwar, deliberate o accidentali, la probabilità dell’occorrenza di (e quindi gli effetti derivanti da) eventi di Cyber-guerra su scala globale è piuttosto ridotta. Questo, nonostante l’arsenale delle cosiddette cyberarmi sia oramai ampiamente diffuso e variegato, e includa tra l’altro: tecniche di accesso non autorizzato ai sistemi, rootkit, virus, worm, trojan, (distributed) denial of service mediante botnet, tecniche di social engineering che portano ad effetti nefasti compromissione della confidenzialità dei dati, furto di informazioni segrete, furto di identità, defacciamento, compromissione dei sistemi e blocco di un servizio.

Sebbene l’OSCE (come previsto da alcuni produttori) ritiene che le azioni di cyberguerra siano destinate ad aumentare, solo una concatenazione di eventi su scala globale (ad esempio la contemporaneità di un cyber-evento con pandemie, calamità naturali o terremoti fisici o bancari), potrebbe portare a conseguenze gravi su scala planetaria.

I motivi del ridotto impatto, secondo gli autori dello studio, sono i seguenti:

  • Gli impatti di eventi quali malware, DDoS, spionaggio informatico, azioni criminali, siano esse causate da hacker casuali o hacktivisti sono limitiate nello spazio (ovvero localizzate in una determinata regione) e nel tempo (ovvero di breve durata);
  • Attacchi sulla falsa riga di Stuxnet non sono così probabili poiché devono combinare diverse tecniche (uso massiccio di vulnerabilità 0-day, conoscenza approfondita della tecnologia vittima, possibilità di occultamento dell’attaccante e dei metodi utilizzati). In sostanza investimenti massicci, come anche dimostrato dalle recenti rivelazioni, secondo le quali lo sviluppo del malware Stuxnet ha richiesto oltre due anni di sviluppo da parte di due superpotenze.
  • Una vera e propria cyberguerra è improbabile poiché la maggior parte dei sistemi critici sono ben protetti dagli exploit e il malware conosciuto cosicché i “progettisti” delle nuove cyberarmi sono costretti a individuare nuove vulnerabilità e sviluppare ex novo i relativi exploit, e queste operazioni non sono immediate. Inoltre, poiché gli effetti dei cyberattacchi sono difficili da prevenire, le armi potrebbero essere meno potenti del previsto o peggio ritorcersi contro gli stessi creatori o i propri alleati.

Lo studio identifica anche i motivi che potrebbero facilitare azioni di Cyberguerra:

  • La tendenza dei Governi ad aprire i propri portali per applicazioni verso i cittadini o verso i propri contrattori. Sebbene questo porti ad economie di scala, i portali potrebbero diventare facili obiettivi per azioni nefaste (come accaduto in Estonia nel 2007);
  • La tecnologia cloud che apre la strada a nuovi servizi flessibili, ma anche a nuove problematiche di sicurezza ancora non completamente esplorate;
  • La tendenza dei Governi a dare in outsourcing le proprie infrastrutture IT. Sebbene questo fatto porti vantaggi dal punto di vista economico, i livelli di servizio potrebbero non essere adatti ad affrontare eventi eccezionali come un Cyber-attacco.
  • Il mancato principio di deterrenza per le Cyberguerre: dal momento che spesso le azioni malevole vengono effettuate da reti di macchine compromesse (le cosiddette botnet), non è così facile riconoscere il mandante con la conseguenza che non è applicabile l’equilibrio per le armi reali che ha sostenuto il mondo nel baratro del collasso nucleare ai tempi della guerra fredda.

Dobbiamo rassegnarci ad essere vittime impotenti di cyber-eventi? Fortunatamente no, anzi tra le azioni che potrebbero essere effettuate per contrastare un Cyber-attacco lo studio identifica:

  • Attività di risk analysis sponsorizzate dal top management: il retrofitting non è mai conveniente per cui dovrebbero essere effettuate campagne continue di gestione degli accessi, educazione degli utenti, frequenti audit di sistema, back-up puntuali, piani di disaster recovery e conformità con gli standard;
  • Contromisure tecnologiche continue quali: progettazione sicura dall’inizio, applicazione puntuale delle patch di sicurezza a sistemi e applicazioni, utilizzo di software anti-malware, firewall e sistemi di Intrusion Detection, utilizzo di tecnologie atte ad aumentare disponibilità, resilienza e affidabilità dei servizi;
  • Attività di Penetration Test possono essere utili per identificare buchi su sistemi e applicazioni (spesso immesse nel mercato dai produttori con un non sufficiente livello di maturità).
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