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1-16 February 2013 Cyber Attacks Timeline
Here is the summary of the Cyber Attacks Timeline for February. A month that will probably be remembered for the “sophisticated” cyber attacks to the two main social networks: Facebook and Twitter.
But the attacks against the two major social networks were not the only remarkable events of this period. Other governmental and industrial high-profile targets have fallen under the blows of (state-sponsored) cyber criminals: the list of the governmental targets is led by the U.S. Department of Energy and the Japan Ministry of Foreign Affairs, while Bit9, a primary security firm, was also targeted, leading the chart of Industrial targets.
Hacktivists have raised the bar and breached the Federal Reserve, leaking the details of 4,000 U.S. Banks executives. Similarly, the Bush family was also targeted, suffering the leak of private emails.
Even if the list is not as long as the one of January, it includes other important targets, so, scroll it down to have an idea of how fragile our data are inside the cyberspace. Also have a look at the timelines of the main Cyber Attacks in 2011, 2012, 2013, and the related statistics (regularly updated), and follow @paulsparrows on Twitter for the latest updates.
Also, feel free to submit remarkable incidents that in your opinion deserve to be included in the timelines (and charts). To do so, you can use this form.
Cyberrevolution E Hacktivism All’Ombra Delle Piramidi
Gli eventi che stanno scuotendo l’Africa Mediterranea in queste ore, inerenti a Egitto e Tunisia, sollevano numerosi interrogativi relativi al ruolo e all’impatto delle nuove tecnologie di comunicazione e del Social Network all’interno dei grandi eventi politici e sociali.
Chiunque in queste drammatiche ore può entrare su Twitter e digitare #Jan25 oppure #Egypt per diventare, in tempo reale, spettatore virtuale degli eventi grazie alla più potente agenzia di stampa mai esistita: quella costituita dai numerosi reporter improvvisati che, armati di uno smartphone ed una connessione Internet, possono catturare gli eventi e trasmetterli in tempo reale al mondo intento grazie ai 6 gradi di separazione del Social Network.
Deve aver pensato la stessa cosa il governo Egiziano che ha deciso, grossolanamente, a partire dal 27 gennaio, di disconnettere la Terra del Nilo dal Mare del Web, arrestando il dilagare dei tweet (e dello spam), ma attirando ancora di più l’attenzione dei media occidentali.
Dietro a questa decisione che non è passata inosservata, la constatazione che è notevolmente più facile colpire il centro (ovvero il backbone di rete) piuttosto che bloccare (ammesso che sia possibile farlo) i terminali periferici, anche a patto di generare sgradevoli effetti collaterali quali il fermo delle attività economiche e finanziare (oramai la quasi totalità) che utilizzano la rete per lo scambio dei dati (per inciso, dopo una parziale riapertura dei bocchettoni Internet, questa mattina verso le 4:30 EST il traffico è stato nuovamente arrestato, ad eccezione di qualche Mbps diretto verso gli Autonomous System di Giordania e Sudan).
Cosa è lecito attendersi per il futuro? Probabilmente, e non è semplice enfasi, quanto accaduto in questi giorni dovrà spingere a riconsiderare seriamente le implicazioni socio-politiche delle nuove tecnologie (qualcuno sostiene addirittura che la spinta porterà ad una necessaria riconsiderazione del ruolo della donna nella Cultura Islamica). Nell’immediato, vista la temperatura (non soltanto metereologica purtroppo) dell’area mediorientale e di altre parti del mondo, è ipotizzabile che i governi con la coscienza un po’ meno pulita relativamente ai diritti civili, stiano cominciando a preoccuparsi seriamente per la forza dirompente (e apparentemente inarrestabile) delle nuove tecnologie correndo ai ripari. Ripari, putroppo finalizzati a mettere fuori combattimento le risorse di generazione delle informazioni (ovvero i terminali mobili) e quelle di condivisione (ovvero i Social Network).
Tra i Cyberarsenali dei governi con la coscienza sporca potrebbero rientrare:
- Ovviamente un blocco preventivo dei Social Network per impedire qualsiasi forma di condivisione preventiva delle informazioni. Il blocco totale di Internet sarebbe lesivo per il sistema paese;
- Il Denial of Service massivo dei terminali mediante l’exploit di vulnerabilità (sempre più presenti sui questo tipo di dispositivi) o mediante azioni su appositi comandi nascosti (speriamo non messi a disposizione di produttori);
- La falsificazione (o spoof) dei terminali per screditare le fonti di cinguetti (o tweet) attendibili o renderle irraggiungibili mettendole fuori combattimento;
- Il più tradizionale Distributed Denial of Service per mettere fuori combattimento i siti di condivisione delle informazioni (Social Network).
Ovviamente a tali azioni sarà anche lecito attendersi, come accaduto in Egitto, reazioni della medesima portata: ne è testimonianza l’operazione #OpEgypt, attuata dal gruppo Anonymous in risposta agli iniziali tentativi del Governo Egiziano di sedare la protesta con mezzi più o meno leciti.
E’ proprio vero: gira e rigira Social Network e Terminali Mobili (il tutto condito in questo caso con un pizzico di Hactivism) sono sempre al centro dell’attenzione, e il tutto, sempre di più, lascia pensare che le guerre e le rivoluzioni del futuro si combatteranno sempre di più su terreni e con armi impensabili sino a poco tempo fa: i terreni di battaglia saranno le grandi dorsali di Internet, le armi? Naturalmente terminali mobili…






