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Processor Assisted Or OS Embedded Endpoint Security?

September 14, 2011 1 comment

Yesterday, September the 13th 2011, the Information Security Arena has been shaken by a couple of announcements earthquakes unleashed by two of the most important players in this market.

The first earthquake was detected in San Francisco, at the Intel Developer Forum, where McAfee announced DeepSAFE, a jointly developed technology from McAfee and Intel that enables to build hardware-assisted security products that take advantage of a deeper security footprint. According to McAfee, sitting beyond the operating system and close to the silicon, DeepSAFE technology allows to gain an additional vantage point in the computing stack to better protect systems. Although initially conceived as an anti-rootkit (and 0-day) technology, McAfee promises that DeepSAFE Technology will be the foundation for its next gen security products, maybe landing also on the Android Platform (but not on Intel’s MeeGo Mobile Platform).

The second earthquake was detected in Redmond where Microsoft announced that antivirus protection will be a standard feature for its next gen flagship OS Windows 8: features from its Security Essentials program, currently available as a separate download for Windows users, will be added to the Windows Defender package already built into Windows, allowing the users to get out-of-the-box protection against malware, along with firewall and parental controls, from within Windows without requiring a separate software. Another new security feature being baked into Windows 8 is protection from bootable USB drives that are infected with malware.

Although easily predictable (even if Microsoft took only 6 years to fully embed Sybari technology inside its OSes after the 2005 acquisition, rumors on a hardware assisted security technology were the pillars of the McAfee acquisition by Intel), these announcements have a potential huge impact on the landscape, both for consumers and more in general for the whole antivirus industry.

As fare as the Micorsoft announcement is concerned, consumers will be happy to find a free “OS-embedded” antimalware solution inside their (favourite ?) desktop operating system, on the other hand the antivirus industry will likely not be happy to have an embedded competitor to fight against (and to disable during the installation of their own products).

Similarly, just like the Operating System, the processor itself is a “necessary evil” for a PC so the other endpoint security vendors will not be happy to fight against a competitor technology which (quoting textual words) allows “McAfee DeepSAFE technology (to) sit beyond the operating system (and close to the silicon) allowing McAfee products to have an additional vantage point in the computing stack to better protect systems.”

Of course all this turmoil on the endpoint security arena looks paradoxical if compared with Google’s assertions according to which, its brand new ChromeOS will need no antivirus at all because of its many built in layers of security. On the other hand it risks to become a turmoil for the consumer who will have soon to face an hard question: will my next operating system need “software embedded” antimalware, “hardware assisted” antimalware or no antimalware at all?

Personally I do not like the idea of a single Microsoft Antivirus for every PC equipped with Windows 8 (a single vulnerability would be enough to infect millions of devices), in the same way I believe that an Operating System without antimalware protection is an unrealistic model which is not compatible with the multi-layer approach of the endpoint security (it is not a coincidence that ChromeOS has already fallen under the blows of a XSS vulnerability.

Similarly I do believe that, in order to avoid (further) Antitrust lawsuits Intel will open its direct access to processor layer to other vendors besides McAfee. On the other hand, in order to obtain the “go-ahead” from the European Commission, Intel promised to ensure that rival security vendors will have access to “all necessary information” to use the functionalities of Intel’s CPUs and chipsets in the same way as those functionalities are used by McAfee, the commission said in a statement…

Otherwise the lawyers seriously risk to be the sole winners of this endpoint revolution.

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Metti Un Windows Nel Telefono (Nokia)

December 22, 2010 2 comments

Nel giorno in il mio amico ha ricevuto il suo Galaxy S nuovo fiammante:

Finalmente ho il Galaxy, che spettacolo! Android è una figata! Avevi ragione al 100%

ho appreso, con grande rammarico, che il Blackberry di mio fratello sarà a capotavola al pranzo di Natale, tra i tortellini e il capitone.

Mio malgrado la notizia del giorno non è il fatto che il pranzo di natale mi andrà di traverso, bensì uno strano tamtam che negli ultimi giorni sta circolando in rete: sembra infatti che nei mesi passati Nokia e Microsoft si siano incontrati per valutare l’ipotesi di una collaborazione in ambito mobile. Questo significa che forse tra breve potremo vedere un telefono Nokia armato con il sistema operativo Windows Phone 7.

Che il Colosso di Espoo sia in difficoltà, con una continua erosione delle proprie quote di mercato, non è un mistero. Analogamente i dati relativi alle vendite dei terminali con il sistema operativo mobile di Redmond sono piuttosto contraddittori, si parla difatti di di soli 40.000 terminali venduti a novembre oltreoceano.

Lato Microsoft, oltre al ritardo, stanno pesando alcune gravi carenze in fase di lancio, ad esempio la mancanza delle funzioni di copia e incolla, presumibilmente dovute alla necessità di arrivare sugli scaffali dei negozi il prima possibile per tentare di arginare la crescita a due cifre dell’Androide e della Mela Morsicata.

A favorire la veridicità della bomba nataliza pesano le difficoltà dei due giganti in un terreno che appare inevitabilmente in discesa per Mountain View e Cupertino, e la conseguente necessità di una strategia congiunta per riconquistare le quote di mercato (e l’immagine) perduta.

A sfavore della notizia (e a possible conferma della bufala) pesano gli ingenti investimenti fatti dal costruttore finalndese nel sistema operativo Symbian e l’alleanza con Intel per la realizzazione di MeeGo, il sistema operativo mobile  nato dall’unione delle piattaforme Maemo (del gigante di Espoo) e Moblin (del gigante di Santa Clara) destinato a terminali di fascia alta e tablet. Come già più volte discusso in queste pagine, anche l’acquisizione di McAfee da parte di Intel rientrerebbe nella creazione di una strategia mobile (antitrust permettendo) end-to-end.

Ci sono tuttavia un paio di elementi degni di nota che potrebbero fornire scampoli di veridicità alla notizia: in primo luogo, non a caso, Nokia ha da poco assunto, in ruolo di CEO, Stephen Elop, proveniente proprio da Microsoft. In secondo luogo è vero che Intel e Nokia sono alleate per il sistema operativo, ma è altrettanto vero che Intel e Microsoft sono partner storici e padri (monopolisti) del binomio Wintel, standard de facto dell’architettura PC contemporanea. Inoltre il gigante di Santa Clara non nasconde le proprie intenzioni di approdare pesantemente al mondo mobile con la propria piattaforma Atom per contrastare il predominio di ARM e Qualcomm, cuori pulsanti dei vari Androidi e Iphone.

E allora? Allora, anche il colosso dei Microprocessori potrebbe essere della partita, e quale miglior modo per farlo se non allearsi con il primo produttore al mondo di sistemi operativi e il primo produttore al mondo di terminali mobili

Assisteremo alla nascita del nuovo standard de facto per l’architettura mobile Wintelnokia?

Ne resterà soltanto uno… (Terza Parte)

December 20, 2010 2 comments

Ci risiamo… Dopo le perplessità relative all’affaire Oracle SUN (risoltesi in modo positivo), ora è il turno del colosso di Santa Clara. Questa volta sotto il mirino della commissione antitrust del Vecchio Continente è finita l’acquisizione di McAfee da parte di Intel, per 7.68 miliardi di $, verso la quale l’Unione Europea ha espresso alcune preoccupazioni.

Secondo gli osservatori della Comunità Europea, la possibilità di realizzare soluzioni di sicurezza che sfruttino al massimo l’architettura del processore (oppure, come sostengono alcuni, la possibilità di costruire un motore antivirus integrato nel processore) consentirebbe alle soluzioni McAfee di avere accesso privilegiato all’architettura del processore e questo porrebbe il chipmaker di Santa Clara in una posizione privilegiata rispetto ai concorrenti.

Oltre a questo, motivazione meno nobile, e a mio parere estremamente improbabile, l’Unione Europea vorrebbe anche capire se Intel non abbia intenzione di inserire pop-up pubblicitari dei prodotti McAfee all’inteno del processore.

L’indagine dell’Antitrust potrebbe far ulteriormente (e ottimisticamente) slittare l’acquisizione definitiva, inizialmente prevista per il termine del 2010 ed in seguito corretta al Q1 2011, alla metà del 2011.

Ai tempi di di Connor MacLeod non esisteva l’Antitrust…

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