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La Sindrome Cinese

February 17, 2011 Leave a comment

Nel giorno in cui anche alla RSA Conference 2011 è stato ribadito che “E’ ora di prepararsi per le minacce mobili”, la Sindrome Cinese ha nuovamente colpito l’Androide che, in poche ore, è stato vittima di un nuovo malanno informatico. Ancora proveniente dalla Cina, ancora caratterizzato dal fatto di utilizzare come vettore di infezione un store di applicazioni parallelo cinese. A quanto pare quindi il malware Geinimi ha fatto proseliti.

A seguire le sue orme è oggi il malware HongTouTou (conosciuto anche con il nome di Android.Adrd o anche Android/Adrd.A nella sua ultima variante).

Le dinamiche di questo nuovo contagio dell’Androide Cagionevole (che alcuni ritengono essere una variante di Geinimi) sono le medesime, purtroppo collaudatissime, del suo illustre predecessore: il malware è rimpacchettato dentro applicazioni Android popolari e distribuito tramite market di applicazioni parallele e forum frequentati da utenti di lingua cinese. Ovviamente l’utente dovrebbe accorgersi dei permessi sospetti richiesti durante la fase di installazione.

Il malware, di cui sono state rilevate 14 istanze, è impacchettato dentro applicazioni lecite (tra cui il famosissimo Robo Defense con cui ho passato ore di riposo all’ombra di un ombrellone sotto il Sol Leone dell’Agosto passato). Una volta installata l’applicazione richiede i seguenti permessi, in realtà un po’ sospetti per un semplice passatempo o per un wallpaper:

android.permission.WRITE_APN_SETTINGS
android.permission.RECEIVE_BOOT_COMPLETED
android.permission.ACCESS_NETWORK_STATE
android.permission.READ_PHONE_STATE
android.permission.WRITE_EXTERNAL_STORAGE
android.permission.INTERNET
android.permission.MODIFY_PHONE_STATE

 

All’avvio dell’applicazione infetta,  il malware si insinua nel telefono colpito viene eseguito al verificarsi di una delle condizioni sottostanti:

  • Sono passate 12 ore dell’avvio del Sistema Operativo;
  • E’ cambiata la connettività di rete (ad esempio è stata persa e ristabilita);
  • Il dispositivo infetto riceve una chiamata.

All’avvio il Trojan tenta di rubare le seguenti informazioni;

  • 3gnet
  • 3gwap
  • APN
  • cmnet
  • cmwap
  • Hardware information
  • IMEI
  • IMSI
  • Network connectivity
  • uninet
  • uniwap
  • Wifi

e le invia cifrate ad una coppia di domini remoti:

http://adrd.taxuan.net/index
http://adrd.xiaxiab.com/pic.

 

In risposta, HongTouTou riceve una pagina Web, ed un insieme di parole chiave di ricerca da inviare come query. Le richieste vengono inviate ad alcuni link noti. Un esempio di stringa è la seguente:

wap.baidu.com/s?word=[ENCODED SEARCH STRING]&vit=uni&from=[ID]

 

Lo scopo delle query è quello di incrementare il ranking e quindi la visibilità del sito Web.

A questo punto il malware emula il processo di richiesta utilizzando le parole chiave, analizza i risultati della ricerca con il ranking maggiore ed emula i click su specifici risultati, come se fosse l’utente ad effettuarli. Per il motore di ricerca truffato, le richieste sembrano provenire da un utente mobile che utilizza come browser il programma UCWeb Browser, “casualmente” un progamma di navigazione mobile “Made in China” (l’User-Agent corrisponde a J2ME/UCWEB7.4.0.57).

Il malware inoltre è in grado di scaricare pacchetti di installazione Android APK e quindi di autoaggiornarsi. Anche se ancora non è stato osservato sembrerebbe che il malware sia anche in grado di monitorare le conversazioni SMS e inserire contenuto inopportuno all’interno della conversazione SMS.

Ancor prima di dotarsi di una applicazione anti-malware mobile, come al solito le raccomandazioni sono sempre le stesse:

  • Evitare, a meno che non sia strettamente necessario, di abilitare l’opzione di installazione delle applicazioni da Sorgenti Sconosciute (pratica definita anche “sideloading”).
  • Fare attenzione in generale a ciò che si scarica e comunque installare esclusivamente applicazioni da sorgenti fidate (ad esempio l’Android Market ufficiale, le cui applicazioni non sono infette). Buona abitudine è anche quella di verificare il nome dello sviluppatore, le recensioni e i voti degli utenti;
  • Controllare sempre i permessi delle applicazioni durante l’installazione. Naturalmente il buon senso corrisponde al migliore anti-malware per verificare se i permessi sono adeguati allo scopo dell’applicazione;
  • Fare attenzione ai sintomi comportamenti inusuali del telefono (ad esempio SMS inusuali o una sospetta attività di rete) che potrebbero essere indicatori di una possibile infezione.

Aldilà delle raccomandazioni, applicabili in qualsiasi contesto, non posso fare a meno di notare che HongTouTou (o Android.Adrd) è il secondo malware per l’Androide proveniente dalla Cina in meno di due mesi. Poiché sovente i produttori cinesi di sicurezza sono  stati accusati di mettere in circolazione essi stessi il malware per promuovere i propri prodotti, mi domando a questo punto se certe scorciatoie non siano sbarcate anche nel mondo mobile…

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